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NOTIZIE SUGLI SCIMPANZE'
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HABITAT
Gli Scimpanzé (Pan
Troglodytes), si trovano in 21 Stati Africani, dalla costa ovest
del continente fino alle regioni occidentali di Uganda, Rwanda,
Burundi e Tanzania.
Le maggiori concentrazioni di Scimpanzé si trovano nelle foreste
pluviali della fascia equatoriale. Sfortunatamente, la rapida
deforestazione in Africa ha ridotto tale fascia solo a frammentate
macchie di foresta. Tuttavia, possono muoversi in zone piuttosto
aride, come nel sud-ovest della Tanzania e in Senegal.
Scimpanzé si trovano in foreste secondarie, in boschi aperti,
foreste di bamboo, foreste paludose e anche nella savana aperta con
fasce di foresta fluviale e foreste di savana a mosaico. In queste
zone, si avventurano raramente nella savana, e solo per spostarsi da
una macchia della foresta alla successiva.
GOMBE NATIONAL PARK, dove il
JANE GOODALL INSTITUTE continua da
quaranta anni lo studio di una comunità di scimpanzé, è un misto di
boschi, alcune aree aperte su crinali e vette, e una fitta foresta
fluviale che ricopre la maggioranza delle valli.
Gli scimpanzé necessitano di una fonte d’acqua e di molta varietà di
frutti.
Sono onnivori e mangiano non soltanto frutta, noci, semi, fiori,
foglie ecc, ma anche molti tipi di insetti e la carne di mammiferi
di media taglia che essi cacciano.
Gli scimpanzé, come gli esseri umani, sono capaci di vivere in una
gran varietà di habitat, diversamente dall’orango o dal gorilla che
in natura hanno diete più specializzate. |
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CARATTERISTICHE FISICHE
Molte persone conoscono gli
scimpanzé.
Nonostante quelli selvatici vivano solo in Africa, gli scimpanzé si
trovano negli zoo e in foto o film in tutto il mondo.
Gli scimpanzé hanno il pelo nero, mentre la nuda pelle del viso (ad
eccezione dei peli sul mento), delle orecchie, del palmo delle mani
e della pianta dei piedi, va dal nero al rosato. I piccoli hanno una
pelle molto pallida in queste zone e un ciuffo bianco come coda, che
scompare poi non appena adulto.
Le braccia degli scimpanzé, più lunghe delle gambe, permettono loro
di allungarsi a raccogliere frutti che crescono su rami sottili che
non reggerebbero il loro peso.
Possono arrampicarsi sugli alberi e dondolarsi da un ramo all’altro
con le braccia.
Quando si spostano solitamente camminano per terra e sono conosciuti
come “camminatori sulle nocche” (appoggiano la pianta dei piedi e il
dorso delle articolazioni delle dita al suolo).
Gli scimpanzé possono anche camminare eretti, in posizione bipede,
quando trasportano qualcosa in mano o guardano oltre l’erba molto
alta.
Gli scimpanzé hanno pollici opponibili (anche se molto più corti di
quelli umani) e anche alluci opponibili, che permettono loro una
precisa presa.
Gli scimpanzé maschi sono leggermente più larghi e pesanti delle
femmine.
A Gombe, i maschi pesano tra le 90 e le 115 libbre e misurano circa
4 piedi in posizione eretta.
Le femmine sono leggermente più piccole.
Gli scimpanzé dell’Africa occidentale e quelli in cattività possono
essere più grandi.
Questi ultimi a volte raggiungono anche i 50 anni di età ed alcuni
esemplari in cattività hanno vissuto più di 60 anni.
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ORGANIZZAZIONE SOCIALE
Gli scimpanzé vivono in
gruppi sociali chiamati comunità (o unità).
A Gombe, il numero di individui nella principale comunità
osservata (Kasakela) ha raggiunto il numero di 40-60
esemplari in 38 anni di studio. In altre zone, le comunità
possono essere maggiori o possono ridursi a pochi gruppi.
La struttura sociale può essere definita “fusione-fissione”.
Questo significa che si spostano in piccoli gruppi fino a 6
individui, con un leader (maschio o femmina) che cambia
spesso, allontanandosi per conto proprio per un po' o per
unirsi ad altri gruppi.
Alle volte, molti membri della comunità si riuniscono in un
grande gruppo, in particolare quando c’è molta disponibilità
di un frutto in una parte del territorio o una femmina in
estro.
Le madri con i figli ancora dipendenti (all’incirca fino
all’età di 7 anni) sono sempre insieme.
Alcuni individui viaggiano insieme più spesso di altri, come
fratelli o coppie di amici maschi.
Il contatto tra membri di gruppi sparpagliati è mantenuto per
mezzo di richiami vocali come urli (pant hoots).
All’interno della comunità vige una gerarchia maschile, più o
meno lineare, con un maschio dominante detto “maschio alfa”.
Anche le femmine hanno una gerarchia, seppur un poco più
confusa.
Tutti i maschi adulti dominano sulle femmine. Molte dispute
all’interno di una comunità possono risolversi con minacce
piuttosto che con attacchi diretti. Tuttavia, i maschi di una
comunità pattugliano regolarmente i confini del loro
territorio e se incontrano individui di comunità vicine,
possono attaccarli con estrema brutalità e ciò può portare
alla morte della vittima.
Le sole a potersi muovere liberamente tra diverse comunità
sono le femmine adolescenti che non hanno ancora concepito.
Possono trasferirsi permanentemente in un’altra comunità o,
una volta fecondate, ritornare al loro gruppo nativo.
Quando una femmina è in estro e sessualmente attraente,
sviluppa un rigonfiamento perineale di colore rosa-chiaro, un
valido segnale per i maschi che si trovano nella foresta
scura.
Le femmine mostrano il loro primo gonfiore intorno agli 8 o 9
anni, ma diventano sessualmente attraenti per i maschi adulti
solo verso i 10 o 11 anni.
Esiste solitamente un periodo di sterilità adolescenziale di
circa due anni prima che la femmina possa concepire. Il
periodo di pausa tra le nascite, per provvedere ai piccoli, è
solitamente di 5 anni.
Alcune femmine in estro sono più attraenti per i maschi
rispetto ad altre. In queste circostanze la femmina può essere
accompagnata da molti o addirittura tutti i maschi adulti
della comunità, con i più giovani che seguono passo a passo.
Può accoppiarsi con tutti, ma può anche accadere che il
maschio dominante mostri un comportamento possessivo nei suoi
confronti, e cerchi di evitare l’accoppiamento con altri
maschi ( non sempre con successo).
Il terzo caso è quello della relazione “coniugale”, quando un
maschio convince la femmina ad accompagnarlo in una zona
periferica della comunità. Se riesce a trattenerla con sé
lontano dagli altri maschi fino al tempo dell’ovulazione, avrà
una buona possibilità di diventare padre.
Perfino i maschi che occupano i ranghi più bassi della
gerarchia possono diventare padri, se riescono ad allontanare
in tempo una femmina che si trovi nel ciclo riproduttivo e non
sia ancora interessante per I maschi dei ranghi più alti. In
questo caso egli può tenerla con sé fino a quando lei
raggiunge il periodo fertile. A Gombe, i maschi possono
riprodursi all’età di 12 o 13 anni, ma diventano socialmente
adulti solo qualche anno più tardi.
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COMUNICAZIONE
Gli scimpanzé hanno a
disposizione una vasta gamma di richiami, atteggiamenti e
gesti per comunicare:
Richiami
I richiami riguardanti il
cibo sono costituiti da un misto di grugniti, latrati e grida
affannose che mettono in allerta gli scimpanzé nei paraggi,
comunicando loro la presenza di cibo.
Una particolare intensità data alle grida eccitate di questo
tipo, indica che è stata uccisa vittoriosamente una preda dopo
una caccia.
Ogni individuo emette un proprio grido caratteristico, in modo
che egli possa essere identificato con precisione.
Un forte e prolungato richiamo – wraaa – viene lanciato quando
uno scimpanzé s’imbatte in qualcosa di pericoloso o insolito.
Questo grido d’allarme è un rumore molto selvaggio.
Quando gli scimpanzé giovani giocano, emettono una particolare
risata fatta con l’emissione di molto fiato.
Deboli grugniti emessi da scimpanzé che stanno riposando o
mangiando, servono probabilmente a mantenere la comunicazione
con il resto del gruppo.
Atteggiamenti e gesti
All’interno del gruppo, gran
parte della comunicazione avviene tramite gesti, atteggiamenti
ed espressioni facciali.
Un subordinato nervoso, può avvicinarsi all’individuo
dominante, salutandolo dopo un’assenza o una qualche
aggressione, con segnali di sottomissione -accovacciarsi,
presentare la parte posteriore, tendere la mano - accompagnati
da grugniti o guaiti/strilla.
Come risposta, l’individuo dominante è probabile che faccia
gesti di rassicurazione –toccarlo, baciarlo o abbracciarlo.
Non bisogna sottovalutare l’importanza del contatto fisico
amichevole, utile per mantenere buoni rapporti tra gli
scimpanzé. Per questo motivo, il “grooming” di gruppo è
probabilmente il più importante comportamento sociale, che
serve a mantenere o migliorare le amicizie nella comunità o a
calmare gli individui tesi o nervosi.
Le smorfie di paura osservate in scimpanzé nervosi o
impauriti, possono essere paragonate ai sorrisi che gli umani
fanno quando sono in tensione o in situazioni un po’
stressanti.
Quando sono arrabbiati, gli scimpanzé possono stare eretti,
pavoneggiarsi, agitare le braccia, lanciare rami o sassi
-tutto questo con il pelo arruffato, con le labbra spesso
serrate in uno sguardo feroce, o gridando.
Gli scimpanzé maschi, proclamano il proprio predominio con
spettacolari esibizioni, durante le quali si lanciano per
terra o si alzano in piedi, battendo le mani, i piedi,
trascinando rami o gettando sassi. Tali esibizioni lo fanno
sembrare il più grande e feroce possibile, in questo modo
possono forse intimidire il maschio di rango superiore senza
dover combattere. |
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SIMILITUDINI CON L'UOMO
Lo scimpanzé differisce dall’
uomo solo per poco più dell’1% nella composizione del DNA e ci
sono rilevanti somiglianze anche nella composizione del sangue
e nelle risposte immunitarie. Infatti, dal punto di vista
biologico, gli scimpanzé sono molto più simili agli uomini che
ai gorilla. E’ stata avanzata la proposta di includere gli
scimpanzé nello stesso genere degli uomini tenendo conto delle
somiglianze, chiamandoli Homo Troglodytes.
Intelligenza
L’anatomia del cervello e del
sistema nervoso centrale degli scimpanzé è notevolmente simile
al nostro. Di conseguenza, non dovrebbe sorprendere che gli
scimpanzé (insieme ai gorilla e ai bonobo) siano capaci di
attività intellettive che una volta venivano riferite solo
agli uomini.
In natura, essi devono sempre prendere delle decisioni, come
la scelta di unirsi ad un gruppo piuttosto che ad un altro, di
essere pacifici o aggressivi. Usano differenti attrezzi per
altrettante diverse funzioni, come solo noi uomini facciamo.
Mostrano anche un principio di comportamento per la
“fabbricazione primitiva di utensili”.
Comunicazione
Agli scimpanzé che vivono in
cattività può essere insegnato il linguaggio americano dei
segni, imparandone anche più di 300. Possono dimostrarsi abili
anche nel calcolo, oltre ad aver mostrato capacità di
ragionamento, astrazione, generalizzazione, rappresentazione
simbolica, di provare emozioni ed aver consapevolezza di sé
stessi. Nonostante sia difficile quantificare le emozioni,
tutti coloro che hanno lavorato con gli scimpanzé, assicurano
che essi siano in grado di provare ed esprimere sentimenti
quali disperazione, gioia, dolore, paura e tristezza, oltre a
conoscere il dolore mentale e fisico. Esistono poi forti
somiglianze tra il linguaggio non verbale degli uomini e degli
scimpanzé –baciare, abbracciare, toccare le mani, fare il
solletico, tirare sassi, usare bastoni, darsi la mano. Negli
uomini e negli scimpanzé questi gesti compaiono nello stesso
contesto, e vogliono quindi comunicare lo stesso concetto.
Infanzia
Gli scimpanzé, come gli
uomini, hanno un lungo periodo di infanzia, che è di 5 anni,
durante il quale dormono e prendono il latte nel grembo
materno. Con la nascita di un nuovo piccolo, quello più adulto
rimane emotivamente dipendente dalla madre e continua a
spostarsi con lei per i successivi 3 o 4 anni. Tali legami tra
la madre e i nuovi nati, così come tra i fratelli, possono
protrarsi per tutta la vita. L’infanzia è un periodo
importante sia per loro che per gli uomini. I piccoli di
scimpanzé hanno molto da imparare. Grazie all’interesse con
cui osservano i comportamenti degli altri, alla capacità di
imitazione, e alla pratica delle azioni osservate, alcuni
comportamenti si tramandano di generazione in generazione.
Quando una madre muore, il piccolo è possibile che non riesca
a sopravvivere. Comincia a mostrare segni di depressione e
diminuiscono il comportamento di gioco e alimentare. I
fratelli maggiori, anche i maschi, spesso adottano quelli
minori rimasti orfani. Occasionalmente I piccoli vengono
adottati da non parenti, mostrando così grande altruismo.
Struttura biologica
Gli scimpanzé sono così
simili a noi da poter prendere o essere infettati da tutte le
malattie infettive umane conosciute (escludendo forse il
colera). Questo spiega perché vengano usati per la ricerca
scientifica. Gradualmente, i ricercatori hanno cominciato ad
ammettere che le somiglianze nel comportamento, nell’attività
intellettiva e nelle emozioni sono ugualmente sorprendenti.
Ciò sta portando ad un miglioramento delle condizioni di
cattività in alcuni laboratori, anche se noi ci auguriamo che
presto non possano più essere utilizzati.
Differenze significative
Il nostro studio sugli
scimpanzé mira anche ad individuare le differenze con l’uomo.
La più importante tra queste, è la mancanza da parte loro di
un linguaggio parlato. Gli uomini possono insegnare ai figli
avvenimenti o cose non presenti, fare progetti per il futuro,
discutere un’idea in modo che diventi il risultato della
saggezza di un gruppo. Il fatto che gli scimpanzé possano
imparare dagli uomini il linguaggio dei segni o il calcolo,
non minimizza questa differenza. E’ stato il linguaggio a
comportare che la nostra specie divenisse così dipendente dal
comportamento trasmesso culturalmente. Il nostro intelletto
sminuisce quello del più dotato scimpanzé.
Ci sono naturalmente anche molte differenze fisiche. Una, come
già menzionato, è nella struttura del tratto vocale. Gli
scimpanzé non hanno sviluppato la postura eretta dell’uomo. La
anatomia dei piedi e delle mani è molto diversa. Gli scimpanzé
femmine e i bonobo (ma non le femmine di gorilla e orango),
mostrano rigonfiamenti posteriori nel periodo di estro. |
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SO LIKE US
La struttura del cervello degli scimpanzé
è sorprendentemente
simile alla nostra. JANE GOODALL
Molti aspetti del
comportamento degli scimpanzé, delle relazioni sociali, delle
manifestazioni emotive, dei bisogni e delle abilità
intellettive, sono simili a quelle umane. In particolare, ci
sono stretti paralleli tra i piccoli di scimpanzé e i bambini.
Entrambi hanno una naturale propensione a fare chiasso e
giocare, sono fortemente curiosi, imparano guardando e
imitando, ma soprattutto, necessitano di continue attenzioni e
di rassicurazione. Per entrambi, il contatto fisico affettuoso
è determinante per uno sviluppo sano. Diversi tratti mentali,
una volta considerati unici per gli uomini sono invece stati
dimostrati anche negli scimpanzé: pensiero ragionato,
astrazione, generalizzazione, rappresentazione simbolica e la
consapevolezza di sé. La comunicazione non verbale, include il
bacio, l’ abbraccio, il solletico, darsi una pacca sulla
spalla. Molte delle loro emozioni, come la gioia o il dolore,
la paura o la disperazione, sono simili alle nostre.
Gli studi a lungo termine (nel
Parco di Gombe e nel Parco di Mahale in Tanzania; nella foresta di Budongo e di Kabale in
Uganda; nella foresta Tai in Costa d’Avorio e nelle foresta
della Guinea), insieme ad altri studi condotti sul campo e in
cattività, ci hanno insegnato tanto non solo riguardo al ruolo
che gli scimpanzé occupano in natura, ma anche riguardo al
nostro. Se accettiamo di non essere i soli a possedere una
personalità, capacita’ di ragionare e soprattutto di provare e
manifestare sentimenti ed emozioni, allora riusciremo ad avere
un maggiore rispetto verso gli scimpanzé. La linea che separa
gli uomini dagli altri esseri viventi, un tempo considerata
molto netta, ora comincia ad offuscarsi. Ciò ci spinge ad
avere rispetto per tutti gli esseri con i quali condividiamo
il pianeta. |
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CACCIA
Una delle prime e più
importanti scoperte di Jane Goodall, fu che gli scimpanzé
cacciano per mangiare la carne. Durante il suo primo anno,
Jane osservò David Greybeard (lo scimpanzè Barbagrigia) con
una femmina adulta e il suo piccolo, mangiare quello che Jane
ritenne essere un giovane maialino selvatico (un maiale
selvatico adulto stava caricando nella zona sottostante l’
albero su cui sedevano gli scimpanzé).
Prima di questa scoperta, si presumeva che gli scimpanzé
fossero vegetariani e che mangiassero solo frutti e foglie. Di
certo, in quella occasione, non fu chiaro se la vittima fosse
stata cacciata o se gli scimpanzé ne avessero trovato solo la
carcassa.
Ma poco tempo dopo, Jane osservò proprio l’atto della caccia,
quando un gruppo di scimpanzé attaccò e mangiò un colobus
rosso che si era arrampicato su un albero.
I cacciatori si occuparono di chiudere qualsiasi via d’uscita
all’animale, mentre uno scimpanzé adolescente salì lentamente
dietro la preda per catturarla. Gli altri maschi
immediatamente saltarono su per dividersi le parti della
carcassa con grande eccitazione.
Il cacciatore, avendo avuto successo, spartisce parte della
preda con gli altri e si conoscono diversi tipi di
comportamento di richiesta di cibo per tentare di riceverne un
pezzo.
La maggior parte della preda viene mangiata, incluso il
cervello.
La carne non supera il 2 % della dieta dello scimpanzé.
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STRUMENTI
Un giorno, nel 1960, Jane
s’imbatté in David Greybeard accovacciato su un nido di
termiti. Per non spaventarlo, si fermò un po’ distante e non
poté vedere con chiarezza cosa succedesse. Sembrava che egli
infilasse un filo d’erba nel nido per poi portarlo alla bocca.
Quando l’animale lasciò il nido, Jane vi si avvicinò. Provò ad
infilarvi uno dei fili di erba abbandonati da David e si
accorse che le termiti lo afferravano con le proprie mascelle,
rimanendovi attaccate. David aveva usato lo stelo per pescare
gli insetti.
Poco dopo questa scoperta, Jane osservò David e altri
scimpanzé raccogliere ramoscelli fronzuti per poi toglierne le
foglie in modo da ricavarne uno strumento adatto allo scopo.
Avevano modificato un oggetto per ottenere uno strumento – il
primitivo inizio della fabbricazione di utensili.
Fino a quel momento, gli scienziati avevano creduto che solo
gli uomini costruissero ed utilizzassero utensili. La nostra
specie era definita “L’uomo, il costruttore di utensili”. Tale
abilità ci distingueva dagli animali. Quando Luis Leakey
ricevette l’emozionato telegramma di Jane riguardante la
scoperta, egli rispose con la celebre frase: “ Ora dobbiamo
ridefinire l’utensile, ridefinire l’uomo o accettare gli
scimpanzé come nostri simili.”
Successivamente fu scoperto che a Gombe gli scimpanzé usavano
utensili – steli, ramoscelli, rami, foglie e pietre – in nove
differenti modi per raggiungere scopi diversi, per
alimentarsi, bere, pulirsi, prendere oggetti distanti, e come
armi.
In altre comunità, fuori Gombe, gli scimpanzé usano strumenti
anche per scopi diversi. Questi comportamenti, che si
trasmettono da una generazione all’altra attraverso
l’osservazione e l’apprendimento, possono essere considerati
come culture primitive.
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OFFUSCARE LA LINEA
Jane Goodall, sin dal
principio, si è sempre riferita agli scimpanzé studiati
chiamandoli per nome, non dando loro un numero, come era usato
nelle osservazioni scientifiche negli anni sessanta. Il suo
primo manoscritto inviato ad un giornale scientifico, le fu
rispedito con i commenti dell’editore, che le correggeva l’uso
dei pronomi personali: non "he,
she o who",
ma rigorosamente "it a which".
Furiosa, Jane cancellò tutti i "which"
e gli "it"
. Fu quella la sua prima battaglia contro la scienza
affermata, battaglia che vinse.
Jane sconvolse anche gli etologi (il suo dottorato fu in
etologia, lo studio del comportamento degli animali)
descrivendo loro la personalità degli scimpanzé, la loro
capacità di ragionare e, prima di tutto, descrivendo le loro
emozioni. Tutto ciò venne considerato antropomorfico e di
conseguenza inaccettabile. Ma Jane, che allora non era ancora
stata all’università, non conosceva nessuna delle regole
stabilite. Fortunatamente!
La sua ricerca, sin dal principio, ha dato molta importanza
all’individualità, sottolineando le differenze tra gli
individui e il contributo che ognuno, con la propria unicità,
può dare.
I suoi studi hanno contribuito anche ad “offuscare la linea”,
una volta considerata così netta, tra gli essere umani da una
parte e il resto del regno animale dall’altra.
Questo studio, sostenuto da molti sia sul campo che in
cattività, fornisce interessanti prove a favore della
differenza di personalità, pensiero razionale, capacità di
risolvere i problemi, capacità di astrazione e
generalizzazione, consapevolezza di se, capacità di
comprendere lo stato d’animo o i bisogni degli altri, empatia.
Siamo inoltre convinti che gli scimpanzé conoscano emozioni
quali la gioia e il dolore, la paura e la disperazione e che
possano sperimentare la sofferenza mentale e fisica.
Li consideriamo quindi con nuova attenzione e rispetto. Questo
deve condurci a considerare con maggiore rispetto anche gli
altri incredibili esseri viventi con cui dividiamo il pianeta.
Bibliografia
Among the
Wild chimpanzees, 1984.
Video: National Geographic Society.
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Goodall,
Jane. 1986
The Chimpanzees of Gombe: Patterns of Behaviour
Boston: Bellknap Press of the Haward University Press.
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Goodall,
Jane. 1990
Through a Window
Boston: Houghton Mifflin Company.
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