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SCIMPANZE' IN ITALIA
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SCIMPANZE'
IN ITALIA
l JGI Italia ha effettuato
recentemente un censimento degli scimpanzé presenti nel nostro
Paese. Siamo a conoscenza, al momento, di 54 scimpanzé presso
strutture pubbliche e private, 24 femmine e 30 maschi. I più giovani
hanno appena un anno, il più vecchio è un maschio di 52 anni.
Ventitre degli scimpanzé in Italia provengono da sequestri
effettuati dal Servizio
CITES del Corpo Forestale
dello Stato.
| Centri di presenza |
Scimpanzé |
| |
totale |
maschi |
femmine |
confiscati |
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Parco
Natura Viva Bussolengo (VR) |
21 |
10 |
11 |
8 |
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Centro
Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone Sasso
Marconi (BO) |
12 |
7 |
5 |
11 |
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Bioparco
di Roma |
6 |
2 |
4 |
4 |
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ZooSafari
di Fasano (BR) |
9 |
6 |
3 |
- |
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Daniel
Leibovic Aprilia (Roma) |
6 |
3 |
3 |
- |
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Bioparco di Sicilia
(Carini) |
2 |
- |
- |
- |
|
totale |
56 |
27 |
26 |
23 |
Come Jane Goodall ritiene,
anche il migliore degli zoo non potrebbe mai essere il luogo ideale
per uno scimpanzé. Ma poiché questo accade,
bisogna rispettare dei princìpi fondamentali.
Gli scimpanzé in cattività
devono avere uno spazio esterno abbastanza grande per garantire
loro un adeguato esercizio fisico (correre, arrampicarsi), ed
esposto al sole per buona parte della giornata ma dotato di
ombra. E’ importante che vi sia una zona riscaldata per
l’inverno e la possibilità di isolarsi dalla vista dei
visitatori.
Gli scimpanzé non devono essere tenuti singolarmente poichè hanno
bisogno di contatti frequenti con altri scimpanzè e di stabilire
legami sociali stretti, in gruppi misti per età e per sesso.
Devono avere a disposizione materiale per costruire i nidi per la
notte.
Devono ricevere più pasti al giorno e di una dieta varia.
Gli scimpanzé in cattività devono vivere in strutture ricche di
stimoli: materiale per arrampicarsi, pozze, buche di sabbia, oggetti
da manipolare, teli con cui giocare, termitai, scatole magiche, ed
altri oggetti creativi dai quali ricavare, risolvendo semplici
problemi, semi, noci o altro cibo.
Spesso, purtroppo, gli scimpanzé in Italia sono tenuti senza alcun
rispetto per il loro benessere fisico ed equilibrio comportamentale. |
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BINGO: 30 ANNI DI
SOLITUDINE
Grazie all’impegno del JGI Italia oggi vive con altri scimpanzè
Per oltre 30 anni Bingo ha
vissuto in completo isolamento in un parco pubblico di Livorno.
Poi il JGI Italia, informato dall’Associazione Animalisti di
Livorno, si è impegnato a rieducare Bingo a socializzare e
comunicare grazie al costante lavoro delle volontarie Maria
Rotelli e Cinzia Bellumori. Oltre ad arricchire la vita
relazionale di Bingo, stimolarne le capacità intellettive e
contenere la noia della cattività, il JGI Italia ha realizzato
un programma di arricchimento ambientale che ha visto il
coinvolgimento, tra gli altri, degli studenti della scuola media
di Barberino di Mugello. Gli studenti, nell’ambito del programma
educativo internazionale Roots&Shoots promosso dal Jane Goodall
Institue, hanno studiato la bio-ecologia e l’etologia degli
scimpanzé, esaminato le conseguenze della cattività e costruito
per questo scimpanzè vissuto in solitudine per decenni oggetti e
strumenti per rendere la sua vita in gabbia meno noiosa.
Basandosi sul Manuale per l’arricchimento ambientale
prodotto dal Jane Goodall Institute hanno realizzato un
termitaio, scatole magiche e liane.
Insieme al Comune di Livorno
abbiamo lavorato affinché Bingo fosse trasferito in un centro
per Primati, dove incontrare, dopo una esistenza in solitudine,
i suoi simili.
Oggi, dopo un trasferimento in Olanda al centro
AAP di Almere ed una lunga quarantena, Bingo
condivide la sua vita con un altro scimpanzé, Jim, anch’egli
vittima dei comportamenti egoistici dell’uomo. Il compagno di
Bingo ha circa 40 anni e qualche pelo bianco. Diversamente da
Bingo, proveniente da un circo e poi da un parco pubblico, Jim
apparteneva ad un privato prima di essere portato ad AAP. Bingo
e Jim trascorrono molto tempo insieme, fanno il grooming a lungo
e giocano rincorrendosi.
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UNA CASA PER COZY
Il JGI-Italia sta realmente
facendo la differenza nella tutela dei primati in cattività.
Dopo la positiva esperienza del trasferimento presso il centro
in Olanda
AAP di Almere di Bingo, lo scimpanzé vissuto per
trenta anni in solitudine e confinamento in un parco pubblico
italiano, nel 2006 ci siamo occupati di Cozy, un maschio di nove
anni usato per lo spettacolo.
La sua storia è comune a
quella di tanti scimpanzé vittime dell’ignoranza e della
convinzione di essere nel diritto quando si sfrutta un animale
per i propri fini economici. Separato dalla madre a un anno di
età, Cozy è stato venduto legalmente a un giocoliere che lo ha
usato per spettacoli itineranti. Si è esibito in giro per
l’Europa fino al 2003, anno in cui il suo proprietario è morto.
Da allora Cozy è rimasto per tre anni rinchiuso in un camper,
senza mai vedere la luce del sole, gestito dalla ex compagna del
giocoliere che, con notevoli difficoltà, ha cercato di
occuparsene.
Nel mese di giugno, su
richiesta del servizio
CITES del Corpo Forestale dello
Stato di Macerata, ci siamo impegnati a cercare per Cozy una
casa ….. a misura di scimpanzé! Abbiamo provato una grande pena
quando per la prima volta siamo andati a trovarlo: era in una
gabbia di 100x100x120 cm situata all’interno di un camper,
parcheggiato ai margini della periferia di Castelfidardo. Vedere
un individuo giovane e sano confinato in uno spazio così angusto
colpisce direttamente al cuore, a Cozy erano stati negati sia il
diritto a crescere con i suoi simili che lo spazio per muoversi.
Grazie alla rete costituita
dal JGI in varie parti del mondo, la nostra richiesta di aiuto e
di ospitalità per lo scimpanzé non è rimasta inascoltata: il
santuario “JGI Chimpanzee Eden”, oasi faunistica all’interno
della Umhloti Nature Reserve di Mpumalanga, nel cuore del Sud
Africa, si è dichiarato disponibile ad accoglierlo. Il Santuario
del JGI ha rappresentato la soluzione ottimale per Cozy,
consentendo la sua socializzazione con altri individui giovani
ed il parziale reinserimento in natura. Oltre ad ospitare
scimpanzé provenienti da situazioni deplorevoli di cattività in
Africa e in altri Paesi del mondo, il Santuario è un Centro
attivo per l’educazione al rispetto verso questa specie, la più
simile all’uomo, gravemente minacciata di estinzione.
I preparativi e le formalità
burocratiche da adempiere sono state moltissime e il Direttore
del JGI Eden, Eugene Cussons, è giunto in Italia per
accompagnare Cozy nel suo viaggio di ritorno verso l’Africa.
Sono stati giorni concitati per mettere a punto gli aspetti
organizzativi, risolvere gli inevitabili intralci dell’ultimo
momento, sincerarsi che tutto fosse predisposto al meglio.
Una volta a Mpumalanga, Cozy
ha trascorso un periodo di quarantena prima di poter finalmente
interagire con i due giovani scimpanzé, dal passato simile al
suo, con cui oggi vive nell’oasi. I primi tempi non era in grado
di muoversi agilmente, era troppo magro e non sapeva
arrampicarsi. Oggi, le notizie sulla sua riabilitazione sono
entusiasmanti: ha preso circa 10 Kg ed ha imparato, con la guida
degli operatori del Chimpanzee Eden, a salire sugli alberi fino
a 10 metri.
Una storia positiva dovuta
all’impegno di JGI Italia,
JGI Chimpanzee Eden e
CITES che, insieme, hanno
lavorato affinché Cozy potesse essere liberato dalla sua
minuscola gabbia e non più sfruttato per il nostro divertimento.
Siamo riusciti ad evitare che trascorresse la sua esistenza
senza mai vedere la luce del sole.
Ancora molti sono i casi di scimpanzé sfruttati per
l’intrattenimento, usati per la loro incredibile somiglianza con
l’uomo: esaltata per farci ridere e dimenticata quando ci è
comodo, costringendoli a vivere privati della libertà.
Vediamo quotidianamente
campagne pubblicitarie che utilizzano piccoli e simpatici
scimpanzé per reclamizzare questo servizio piuttosto che quel
prodotto.
Nel 2006 il JGI-Italia ha protestato con
Pagine Gialle S.p.A. affinché cessasse la sua
campagna.
Da sempre il JGI si oppone
all’uso dei primati per l’intrattenimento e la pubblicità
perché, oltre ad essere profondamente in contrasto con la vita e
le abitudini normali dell’individuo, lo costringono a subire
violenza fisica e psicologica e ad aumentare le fila di tutti
quegli scimpanzé che, inutilizzabili nell’industria dello
spettacolo a partire dall’età di circa sei anni, sono
dimenticati in attesa di una ricollocazione in squallidi zoo o
soppressi mediante eutanasia.
Se c’è un motivo per cui fare
del volontariato per il JGI-Italia, questa esperienza è
senz’altro la risposta. Poche delle attività svolte in ambito
lavorativo e/o ricreativo nel corso del 2006 ci hanno appagato
come questa!
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COZY TORNA A CASA di
Gabriele Salari
Essere uno scimpanzé oggi è
un mestiere duro. C’è chi si esibisce nei circhi, chi passa la
vita negli spazi angusti di uno zoo, chi fa da cavia per la
sperimentazione dei farmaci che dovrebbero curare l’Aids. Di
pensione per questi lavoratori neanche a parlarne, ma ogni tanto
una storia a lieto fine la si può raccontare. Cozy, un maschio
di dieci anni, nato in cattività negli Stati Uniti e vissuto
sempre e solo a contatto con gli esseri umani, sta imparando da
un anno a vivere da scimmia in un centro di recupero in
Sudafrica.
E' il primo scimpanzé di cui
si abbia notizia a fare il viaggio inverso, a tornare a casa
propria, dopo una vita trascorsa tra le sbarre. All’inizio non è
stato facile per un animale che ha passato tutta la vita
all'interno di un camper in una gabbia di due metri per due,
alimentato con yogurt, frutta e brioche e viziato con la
televisione. Per Cozy la vita era solo lavoro: faceva il
pagliaccio al seguito di un artista circense che si esibiva in
tutta Europa accompagnato anche da una pantera nera. Tutto
questo è finito nel 2003 quando, dopo tre mesi di ricovero in
ospedale, il suo proprietario è morto. Da allora non è più
uscito dal camper dove viveva l' ex compagna dell’artista che lo
ha mantenuto tra mille difficoltà, anche economiche, nei pressi
di Ancona.
Infiniti sono stati i
tentativi per trovare una nuova casa allo scimpanzé ed evitare
il suo reinserimento nel circuito dei circhi, dove questi
animali, che condividono con noi il 90 per cento del dna,
lavorano in condizioni che umiliano la loro dignità. E' fallito
anche il tentativo di riportare Cozy negli Stati Uniti presso il
"Chimparty Chimps & Missouri Primate Foundation" dove era nato
in cattività nel 1997 e dove ancora oggi vivono i suoi genitori.
A interessarsi al suo caso arriva per fortuna il Corpo forestale
dello Stato, che ha un apposito ufficio per la fauna esotica, il
cosiddetto "Servizio
CITES", incaricato del rispetto
della Convenzione di Washington, che controlla il traffico di
specie animali e vegetali in via d'estinzione. "Mai visto uno
scimpanzé così. Per tenerlo tranquillo gli facevano vedere
cartoni animati a ripetizione e se capitava che spegnessero la
televisione si arrabbiava pure. Per la pulizia personale aveva
un pannolone che gli veniva cambiato con molta cura dalla
signora uzbeka che l'ha accudito come un figlio" racconta
Fabrizio Mari, del Servizio
CITES
del Corpo Forestale dello Stato.
Grazie all’intervento della
sezione italiana del "Jane Goodall Institute"
(www.janegoodall-italia.org), un ente creato dalla nota
primatologa inglese di cui porta il nome, Cozy è potuto partire
da Ancona alla volta del Sudafrica. Lì sta sperimentando un
parziale reinserimento in natura nel “
Paradiso degli Scimpanzè” di Nelspruit, nella regione dello Mpumalanga,
un centro gestito proprio dal "Jane Goodall Institute". “Per
prima cosa deve imparare che è uno scimpanzé e non un uomo,
visto che non ha più visto suoi simili dalla nascita, quando è
stato separato dai genitori” spiega Eugene Cussons, direttore
del centro. “Cozy ha fatto subito conoscenza con Joao, che ha
ben 44 anni ed ha passato gli ultimi 35 in Mozambico tra circhi
e zoo sempre da solo, senza vedere altri scimpanzé. E’ una
situazione molto pesante per questi che sono animali sociali”
Gli animali vengono seguiti da un’equipe veterinaria che li
esamina sul piano fisico e comportamentale. Dopo la quarantena,
Cozy è stato integrato nella comunità di scimpanzé passando
periodi sempre più lunghi all’aperto in un tratto di foresta
recintata. Se ora sembra gradire molto le fragole con la panna
che gli prepara la signora Cussons, la moglie del direttore,
gradualmente si abituerà a cibi più idonei e dovrà anche
procurarseli. “Quando diamo da mangiare loro nei recinti,
nascondiamo la frutta o le patate sotto cumuli di foglie, perché
devono essere in grado di trovare il cibo da soli. Molti alberi
che abbiamo nella foresta, poi, portano dei frutti di cui loro
sono ghiotti e si arrampicano a coglierli come se l’avessero
sempre fatto!” spiega Cussons. Per Cozy inizia ora il
cammino verso la normalità: per fortuna avendo solo nove anni ha
ancora una vita di fronte a sé e potrà fare tante nuove amicizie
e scoperte al sole della sua terra natale. Intanto si sta
distinguendo aiutando gli altri scimpanzé a smontare le
telecamere che dovrebbero tenerli sotto controllo. Una sono
riusciti a tirarla giù dall’albero per giocarci a calcio mentre
un’altra, che era protetta da un filo elettrificato sul tronco,
è stata raggiunta dallo scimpanzé più anziano con una liana,
evitando accuratamente di prendere la scossa.
Scopriamo sempre più
l’intelligenza di questi primati, mentre purtroppo la
distruzione del loro habitat, nell’Africa Centrale, continua per
colpa della deforestazione. Greenpeace denuncia che il bacino
del Congo viene saccheggiato senza sosta per rifornire anche
aziende italiane del legno.
“Il commercio illegale di
carne di scimpanzé e la deforestazione sono le principali
minacce per questi animali” ci spiega Jane Goodall, che per
il suo impegno è stata nominata anche ambasciatore di pace delle
Nazioni Unite. “Le strade aperte dalle imprese del legname
permettono ai bracconieri di raggiungere foreste primarie prima
inaccessibili e lì sparano a qualunque animale incontrano”.
I centri per gli scimpanzé
creati in Africa dalla Fondazione della Goodall contribuiscono a
impedire l’estinzione della specie salvando tanti scimpanzé
orfani. Ma rappresentano anche un’occasione per studiarli. “Abbiamo
osservato che questi animali hanno incredibili capacità
intellettuali” spiega la Goodall. “Gli scimpanzé che
vivono in cattività, ai quali è stato insegnato il linguaggio
americano dei sordomuti, lo hanno poi trasmesso ai loro piccoli.
Molti dei gesti della comunicazione non verbale degli scimpanzé
assomigliano ai nostri e sono usati nello stesso contesto”.
Quando vediamo Cozy abbracciare un suo simile, baciarlo o dargli
una pacca sulla schiena, insomma, possiamo stare tranquilli. Non
sono reminescenze della sua vita con gli umani, ma comportamenti
da vero scimpanzé.
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pubblicata da Venerdì di Repubblica. |
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