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ALTRI ANIMALI: ANNO SELEZIONATO 2012
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ALTRI ANIMALI |
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UMANITA' |
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Photo© AAP:

Bingo(dx) Antoine(sx)

Santuario Primadomus, Spagna |
BINGO PRESTO NEL SANTUARIO PRIMADOMUS IN SPAGNA
Molti ricorderanno lo scimpanzè Bingo del
quale si è occupato il JGI a Livorno dal 2001 (Leggi
l'intera storia) attraverso un programma di arricchimento
ambientale ed emozionale e attivando il suo trasferimento ad
Almere, Olanda, presso il centro specializzato AAP per Primati
dove ha potuto finalmente, dopo "30 anni di solitudine"
condividere la sua vita con i propri simili. E' finalmente
vicino, come sin dal suo arrivo al Centro AAP si era detto, il
trasferimento di Bingo dall'Olanda alla Spagna nel Santuario
Primadomus dove potrà vivere in un ambiente più adatto a uno
scimpanzè: il clima sarà per lui molto migliore, il paesaggio
più naturale, gli spazi più ampi. AAP. che è proprietaria del
santuario, sta ampliando il numero dei recinti di Villena, e i
primi scimpanzé ad essere spostati saranno Bingo ed Antoine.
Bingo è già da molto tempo insieme al suo amico Antoine. Bingo
ha sempre giocato un ruolo importante al Centro AAP perchè per
la sua socievolezza era essenziale nella fase di inserimento di
nuovi individui accolti. E' molto popolare tra i custodi, uno di
questi, Jenny, lo descrive così: " Bingo è uno scimpanzé molto
dolce. Ha un carattere gentile, tenero e molto socievole, sia
verso di noi custodi che verso altri scimpanzé. E' anche molto
intelligente e sa come intervenire in modo giusto al momento
giustoo. Bingo e Antoine sono insieme da cinque anni, ormai.
Sono amici per la pelle. Li vediamo spesso giocare insieme e
farsi il grooming. Capiscono i comportamenti l’uno dell’altro e
si accettano così come sono."
Leggi la storia
completa di Bingo
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JGI Italia per Giza Zoo - Cairo
Cairo, 12 marzo - La
collaborazione tra zoo del Cairo e Jane Goodall Institute
continua. Dopo il lavoro di arricchimento e raggruppamento degli
scimpanzè svolto dalla comportamentista JGI Hila Terez, il JGI
Italia si è fatto carico di provvedere agli abbeveratoi
automatici per la nuova struttura che ospiterà a breve i due
orango e per l'area scimpanzè. Gli abbeveratoi, non disponibili
nè utilizzati in Egitto, sono di fabbricazione italiana e sono
stati consegnati dalla presidente JGI Italia allo zoo di Giza lo
scorso 12 marzo. La presidente De Donno insieme a Dina Zulfikar,
Egyptian Animal Welfare Federation, ha consegnato i distributori
alla Direttrice degli zoo egiziani e sottosegretario di Stato
Fatma Tammam e alla responsabile dell'unità veterinaria degli
zoo Dr. Maha.

Photo© Maha, De Donno and Tammam |

Photo© De Donno and Tammam |

Photo© Zulficar, De Donno and Tammam |
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900 scimmie per i test da laboratorio
Eliminare la ricerca sui primati e su qualsiasi animale
senziente: un obiettivo verso cui ogni paese civilizzato
dovrebbe andare.
Dal 2008 Jane Goodall propone che sia
istituito un premio Nobel per una conoscenza medica avanzata
senza sperimentazione animale. Jane Goodall dichiara che
allontanarsi dalla ricerca con test animali “è un obiettivo
verso cui tutti i paesi civilizzati dovrebbero andare. Il mondo
scientifico dovrebbe incoraggiare attivamente l'uso di metodi
alternativi di ricerca, più fondi dovrebbero essere disponibili
per questo scopo e riconoscimenti, come il Nobel, dovrebbero
essere assegnati a chi sviluppa sperimentazioni alternative a
quella animale”. A proposito di esperimenti invasivi sugli
animali Jane Goodall afferma: “Vi è tra i ricercatori che
operano all’interno di laboratori una certa difficoltà ad
ammettere che gli animali pensano, hanno una loro personalità e
sentimenti. I ricercatori che conducono esperimenti invasivi
sugli animali trovano indispensabile indossare i paraocchi, non
vogliono concepire la possibilità che gli animali con cui
lavorano provino sentimenti, abbiano una mente e una personalità
perché diventerebbe per loro molto difficile continuare a fare
ciò che fanno. Non c è alcun dubbio che, quando primati non
umani sono tenuti all’interno di gabbie strette, anguste,
sterili, tipiche di quasi tutte le strutture destinate alla
ricerca biomedica, questi soffrano terribilmente. Soffrono per
la noia e soffrono terribilmente per l’isolamento, che li tiene
lontani da altri simili. Le scimmie e le antropomorfe, infatti,
sono esseri estremamente sociali e possono ammalarsi di
depressione se tenute in solitudine Lo stesso tipo di sintomi
clinici osservati nel bambino depresso sono stati visti, in
molti casi, in scimpanzé e scimmie tenute in condizioni disumane
e scioccanti.
Dopo aver visto alcune immagini video
registrate in un laboratorio USA, l’Oregon Primate Research
Centre, Jane Goodall dichiara “Il fatto che condizioni simili
possano ancora essere accettate - che qualcuno possa andare ogni
giorno a lavorare lasciando che questa barbarie continui - è un
marchio contro l’umanità. Ho sentito che alcuni, interni a
questo Primate Center, hanno insinuato che il video sia falso.
Bene, le immagini che ho visto – un piccolo di scimpanzé
arrotolarsi come una palla e succhiare il suo pene, un neonato
infettato con virus Shigella trascinarsi sui suoi escrementi; un
macaco reshus adulto impazzito al punto da mordersi le braccia e
strapparsi la carne; una scimmia cappuccino usata nella ricerca
sulle droghe seduta con gli occhi fissi nel vuoto, chiaramente
all’ultimo stadio della depressione; un’altra scimmia legata e
sottoposta a un processo orribilmente doloroso di
elettro-eiaculazione con elettrodi legati al pene per prendere
un campione del suo seme – queste cose non possono essere state
contraffatte, non sarebbe stata possibile una contraffazione.
No, questi animali sono stati torturati. Mi fa sentire
particolarmente male sapere che questo tipo di comportamento
cosi insensibile verso gli animali sia ripetuto nei laboratori
di questo paese e in quelli di tutto il mondo. In qualche modo
dobbiamo fermarlo. Sostengo senza dubbi una legislazione che
fermi la ricerca sui primati e su qualsiasi altro animale
senziente”.
Ascolta la dichiarazione di Jane sui test
animani sul sito di Animal Liberation Front:
http://www.animalliberationfront.com/
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CODIFICATO IL GENOMA DEL GORILLA
(AGI) - Londra, 7 mar. Il 15 per cento del
genoma umano è più vicino a quello del gorilla che a quello
dello scimpanzè e il 15 per cento del genoma dello scimpanzé è
più vicino a quello del gorilla che a quello degli esseri
umani. In tutte e tre le specie i geni relativi alla percezione
sensoriale, l'udito e lo sviluppo del cervello, hanno mostrato
un'evoluzione accelerata, in particolar modo negli esseri umani
e nei gorilla. "I nostri risultati rivelano significative
differenze non solo tra le specie che riflettono milioni di anni
di divergenza evolutiva, ma anche analogie nei cambiamenti
paralleli nel corso del tempo dal loro antenato comune", ha
detto Chris Tyler-Smith, altro autore dello studio. "Abbiamo
scoperto - ha continuato - che i gorilla condividono molti
cambiamenti genetici con gli esseri umani tra cui l'evoluzione
del nostro udito. Gli scienziati avevano suggerito che la rapida
evoluzione dei geni dell'udito umano era legata all'evoluzione
del linguaggio. I nostri risultati mettono in dubbio questo,
dimostrando come i geni dell'udito si sono evoluti nei gorilla
in modo simile a quello degli esseri umani". Lo studio ha
permesso anche di capire l'origine delle divergenze tra le
specie. Anche se comunemente si pensa che le specie si siano
distinte in un unico punto nel tempo, questo non riflette sempre
la realta': le specie si possono separare per un periodo molto
lungo. I ricercatori hanno ad esempio scoperto che le divergenze
tra gorilla, esseri umani e scimpanzè si siano verificate circa
10 milioni di anni fa. La differenza invece tra gorilla
orientale e occidentale è molto più recente. Risale infatti
agli ultimi milioni di anni, ed è stata graduale. Questa
divisione è paragonabile in qualche modo alla scissione tra
scimpanzè e bonobo o esseri umani moderni e i Neanderthal. "La
nostra ricerca completa il quadro genetico per i confronti delle
grandi scimmie", ha spiegato Richard Durbin, coautore dello
studio. "Dopo decenni di dibattito le nostre interpretazioni
genetiche sono ora coerenti con i fossili e forniscono una via
per far lavorare nello stesso quadro paleontologi e genetisti".
(AGI) .
LEGGI TUTTO IL COMUNICATO:
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Photo© |
Il film "CHIMPANZEE" della Disney a sostegno
dei progetti del Jane Goodall Institute
Il film della Disney “The African Cats” ha
sostenuto la African Wildlife Foundation, salvando più di 50000
acri di savana africana. Ora un nuovo film sarà a sostegno degli
scimpanzé. La Disney ha annunciato che parte dei guadagni della
prima settimana di botteghino del film “Chimpanzee” andrà al
Jane Goodall Institute, l’associazione no-profit fondata da Jane
Goodall il cui scopo è salvaguardare le grandi scimmie
attraverso la ricerca, l’educazione e la denuncia. La prima del
film sarà proiettata nelle sale il 20 Aprile 2012 , una parte
della vendita di ogni biglietto nella settimana tra il 20 e il
26 aprile sarà devoluta all’Istituto attraverso la “Disney Wildlife Conservation Fund” Il regista del film, Alastair
Fothergill e Mark Linfield hanno seguito uno scimpanzé, Oscar, e
il suo nucleo familiare nella foresta africana. Il presidente
degli Studios della Walt Disney Alan Bergman ha dichiarato
”Siamo entusiasti di portare la storia di Oscar e della sua
famiglia sul grande schermo, Chimpanzee racconta delle
personalità e dei forti legami che si instaurano tra i membri
familiari. Il film è parte attiva nel proteggere l’ambiente e
permettere agli spettatori di partecipare alla conservazione
globale. La Disney Nature è orgogliosa di partecipare
all’impegno sostenuto da Jane Goodall per assicurare un futuro
agli scimpanzé nella Repubblica del Congo”.
La Dottoressa Goodall, anche Messaggero di Pace per l’ONU,
entusiasta del partenariato, ha dichiarato:
"l’Istituto è
orgoglioso di essere vicino a Disneynature in occasione di
Chimpanzee. Sono oltre 35 anni che il JGI lavora in Africa dopo
le mie ricerche, iniziate nel 1960. Siamo contenti di estendere
il nostro impatto e i nostri sforzi attraverso questa
collaborazione e celebrarla con un film cosi meraviglioso.
Insieme possiamo fare certamente la differenza, siamo fieri che
la Disneynature voglia condividere i nostri impegni nel
proteggere l’habitat degli scimpanzé, prendersi cura degli
orfani e educare una nuova generazione di giovani da mettere
sempre più in contatto con la natura".
Guarda il video su YouTube.
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Photo©
Rambo, RD Congo |
Come per noi, lo scimpanzé può entrare nella testa di un altro
COME NOI, GLI SCIMPANZE’ possono intuire
ciò che pensa un altro individuo. E’ stato osservato che gli
scimpanzé capiscono quale strumento possa servire ad un altro
individuo del gruppo per fare una cosa e lo aiutano nel
selezionare l’utensile più appropriato. Lo studio di Yamamoto e
altri suggerisce, quindi, che le grandi scimmie hanno la
capacità di comprendere la mente dei conspecifici.
http://www.wrc.kyoto-u.ac.jp/kumasan/en/publication/yamamoto/
http://www.wrc.kyoto-u.ac.jp/en/members/tanaka.html
http://www.facebook.com/l.php?
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Photo© JGI

Photo©
Palagi e Adessi

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Marta Borgi |
La primatologia piace alle donne ma sono gli
uomini a ricoprire le cariche più prestigiose anche in questo
campo
Uno studio di Elsa Addessi, Marta Borgi ed Elisabetta Palagi lo
dimostra
Le ricercatrici italiane Addessi, Borgi e
Pelagi, rispettivamente del CNR, dell'ISS e dell'Università di
Pisa, ci chiariscono le idee con la loro ricerca sul ruolo della
donna nella primatologia. Si dice comunemente che la
primatologia sia disciplina scientifica preferita dalle donne ed
è così, ma i ruoli ricoperti ai vertici restano prerogativa
dell'uomo. Scrivono le ricercatrici "Così, le nostre scoperte
capovolgono l’idea della Primatologia quale disciplina delle
“pari opportunità”, come invece è stato spesso rivendicato dai
media. Come accade in altre discipline delle scienze naturali,
la Primatologia attrae più studentesse donne che uomini, ma la
composizione della distribuzione in base al genere cambia agli
alti vertici della carriera accademica. Inoltre,
indipendentemente dalla posizione, le primatologhe hanno una
minore produttività scientifica rispetto ai colleghi maschi e i
risultati scientifici delle donne, in termini di pubblicazioni,
non corrispondono ai risultati professionali raggiunti in
termini di posizioni accademiche. Ciononostante, lo studio [...]
indicherebbe che gli articoli delle primatologhe, inferiori in
numero, abbiano maggiore impatto rispetto a quelli dei colleghi
maschi. In conclusione, nella Primatologia le donne sono ancora
sottorappresentate agli alti vertici della carriera accademica.
Se questa sottorappresentazione femminile nei livelli accademici
superiori sia dovuta ad un “soffitto di cristallo” o al maggiore
carico familiare vissuto più dalle donne che dagli uomini, è
ancora un dibattito aperto in tutte le discipline analizzate
fino ad oggi, con studi diversi che mostrano risultati
contrastanti. Avremo bisogno di ulteriori ricerche per
districare la questione."
Leggi l'articolo (ALLEGATO)
http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/441673/
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Rambo e Andrea Edwards, RD Congo |
CENTRO DI RIABILITAZIONE DEI PRIMATI DI
LWIRO - RD CONGO
IL DIRETTORE ANDREA EDWARD SU RAMBO
Andrea Edwards, Co-Manager del
Centre de Rehabilitation
des Primates de Lwiro/Coopera, nella Repubblica Democratica
del Congo racconta l'arrivo dello scimpanzè Rambo presso il
Centro: "Rambo è arrivato al CRPL. Il veterinario ha detto che è
in buone condizioni sia mentalmente che fisicamente. è un po'
magro e ha perso del pelo - il che è completamente normale e ce
lo aspettavamo. è uscito immediatamente dalla gabbia ed è stato
appiccicato al custode per tutto il giorno. Sono notizie
fantastiche e significano che si adatterà molto bene alla vita a Lwiro. Oggi il veterinario gli farà degli esami, lo curerà dai
parassiti etc - anche questo è completamente normale, date le
circostanze.
Rambo resterà in quarantena con un custode che si prenderà cura
di lui, e riceverà tanto cibo (in quantità e varietà), acqua
pulita, tanto gioco, riposo e cura! Dato che le nostre gabbie
sono sovraffollate, non sappiamo ancora quando potrà essere
inserito in un gruppo, ma dovremo comunque aspettare il mese di
quarantena.
Vi informo che, probabilmente, il nome di Rambo sarà cambiato.
Abbiamo un sistema in cui gli chimpanzé e le scimmie prendono il
nome del villaggio dal quale sono stati sottratti. All' ICCN
piace che si faccia così, e adesso stiamo decidendo un nome per
lui. Vi farò sapere!
Grazie a tutti per gli straordinari sforzi di raccolta fondi che
avete fatto per liberare Rambo! So che ci è voluto più tempo di
quanto ci aspettavamo, ma questa è la Repubblica Democratica del
Congo, un posto difficile in cui lavorare! è meglio avere buone
relazioni e fare le cose legalmente. Grazie ancora! Andrea."
Centro di
Riabilitazione Primati Lwiro, CRPL-RD Congo
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Photo©
Rambo, RD Congo |
LO SCIMPANZè RAMBO CE L'HA FATTA
IL SANTUARIO DI LWIRO
Lo scimpanzè Rambo è salvo, è finalmente
arrivato al Sanctuary di Lwiro dopo un viaggio da Rungu a Isiro,
Mombassa, Goma e infine nella sua nuova casa, Lwiro, dove potrà
incontrare ancora i suoi smili. E pensare che i bracconieri
hanno ammazzato la sua intera famiglia per venderla come carne.
Il salvataggio del giovane scimpanzè Rambo è il risultato di un
lavoro di collaborazione intensa e fruttuosa tra numerose
persone e associazioni. Grazie di cuore per l'aiuto che tutti i
nostri sostenitori ci hanno dato e che ha garantito il successo
dell'azione, grazie atutti per la fidicia concessa al Jane
Goodall Institute Italia.
Il Centro di Riabilitazione per Primati di Lwiro, conosciuto
come CRPL fu fondato ufficialmente il 26 Febbraio 2003 con
l'arrivo del primo scimpanzè orfano confiscato. L'obiettivo del
CRPL è prendersi cura di scimpanzè orfani, scimmie e altri
animali che vengono strappati al traffico e alle attività
illegali. Obiettivo finale è reintrodurli in natura. Degli
individui che non riusciranno a riadattarsi alla vita selvatica
CRPL si occuperà per la vita.
Centro di Riabilitazione per Primati di Lwiro:
www.lwiro.blogspot.com.
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Rambo, RD Congo |
RAMBO è in viaggio per la sua Oasi
Grazie alla sensibilità di Astrid e Ugo Chuc,
volontari in Congo, alla partecipazione dei sostenitori del JGI
Italia che hanno risposto al nostro appello per salvare il
giovane scimpanzè Rambo altrimenti destinato a essere mangiato,
grazie alla disponibilità e alla partecipazione degli altri
Istituti Jane Goodall Congo, Svizzera e Germania e del Lwiro
Sanctuary che accoglierà Rambo è iniziato il lungo viaggio dello
scimpanzè verso il Lwiro Sanctuary. Una volta raccolti i fondi
necessari al trasferimento, l'organizzazione del viaggio è stata
molto complessa per la scelta del mezzo più adatto vista la
distanza e le condizioni delle strade tra Rungu e Lwiro e per la
raccolta dei documenti necessari da parte dell'autorità
congolese per la protezione della natura ICCN e delle vare
Province che saranno attraversate insieme a Rambo, specie
protetta dalle autorità e al contempo cacciata dai bracconieri.
Insieme ad una delle persone che in questi mesi si è occupata di
lui Rambo è partito da Rungu il 14 dicembre per Isiro e poi
Mombasa dove sarà consegnato ai due esperti del JGI Congo che lo
preleveranno per portarlo in auto fino a Lwiro. Vi terremo
aggiornati sul viaggio.
News precedente.
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